1980-2018: cos’è cambiato da quando le presentazioni le faceva papà

Binder, workbook and audio cassettes

Mio padre Ruggero era un dirigente in una multinazionale nel settore dell’agricoltura (grande appassionato di agricoltura sin da giovane: aveva frequentato l’istituto Agrario di Imola e poi si era laureato in Agraria a Bologna). Aveva responsabilità di vendita e di marketing per l’America Latina e per l’EMEA e questo ci ha portato a vivere anche all’estero. Era sempre desideroso di organizzare e condurre le migliori riunioni con il suo staff. È stato un “lifetime learner”, quasi fino alla fine, quando la SLA ce l’ha portato via all’inizio del 2017. Aveva appena compiuto 84 anni.

Ho trovato un raccoglitore nel seminterrato di un corso AMA (American Marketing Association) contenente 6 audio-cassette e un quaderno di lavoro. Il titolo è “Come essere un oratore pubblico di successo“. La data del copyright è 1980 e credo che l’abbia usata pochi anni dopo, avendo letto “82” scritto a mano in uno degli esercizi. L’autrice era Kathryn Cason.

Il quaderno di lavoro contiene molti esercizi ma anche un pre-test e un post-test. È interessante il fatto che uno potesse fare i test e richiedere la loro correzione via posta. Non c’era internet, non c’era la posta elettronica. Come sono cambiate le cose!

Ora che insegno ad aziende come costruire presentazioni efficaci, ero curiosa di dare un’occhiata ai contenuti di questo corso degli anni ottanta che non avevo mai visto.

È sorprendente come la comunicazione e i suggerimenti non siano cambiati in oltre 35 anni!

Ecco alcuni consigli del manuale che sono ancora attuali oggi:

  • “Nel fare presentazioni, una delle cose più importanti che puoi fare per assicurarti il ​​successo è analizzare il tuo pubblico.”
  • “Ricorda, devi vendere ai membri del pubblico i benefici dell’ascolto …”.
  • “… hai identificato i punti principali, i sottopunti e le prove a loro supporto?”
  • “Supponi di fare una presentazione e di tralasciare la “call to action”. Cosa succederà? Niente.”
  • “Arricchisci i tuoi discorsi con le storie“.

Supporti visivi

Quando il corso arriva alla parte relativa ai supporti visivi, menziona diapositive e lavagne luminose.

Diapositive?

Sì, ma non le slide di una presentazione PowerPoint, bensì diapositive da 35 mm sequenziate all’interno di un contenitore montato su un proiettore per diapositive. Mio padre durante la sua carriera utilizzò sia lucidi che diapositive. Era un fotografo appassionato, fedelissimo alle macchine fotografiche Nikon. Il regalo di una Nikon a noi figli era per lui un modo di trasmetterci la sua passione. La nostra casa era piena di contenitori di diapositive con tonnellate di foto di famiglia. Ognuno di noi aveva un contenitore personale in cui lui aggiungeva diapositive che ci ritraevano mentre crescevamo.

Quando ho iniziato a lavorare all’IBM in Inghilterra nel 1983, anch’io ho iniziato a usare lucidi per le presentazioni. Ricordo che mio padre comprò un plotter e lo usava per disegnare e scrivere sui lucidi. Nel corso degli anni passò da pc a Mac per progettare le diapositive, e nelle conferenze finali che teneva sull’agricoltura come formatore volontario per adulti nella nostra città, fino alla primavera del 2015, proiettava direttamente dal suo Mac e utilizzava un telecomando. La tecnologia e la Apple erano altre sue passioni: iphone, imac, ipad sempre aggiornati!

Ho trovato qualche consiglio in quel corso con il quale non sono d’accordo?

Ebbene si. Eccone uno.

In una checklist per i supporti visivi offre un suggerimento:

“È PIÙ SEMPLICE USARE TUTTE LETTERE MAIUSCOLE”

Forse questo consiglio andava bene per chi scriveva lucidi a mano, Io invece suggerisco di limitare l’uso del tutto maiuscolo nelle diapositive.

È più facile leggere ciò che è scritto come in un giornale, ovvero un misto di lettere minuscole e maiuscole.

Perché?

È una questione di riconoscimento delle forme delle lettere.

La forma di tutte le lettere maiuscole è un rettangolo, e posizionandole una dopo l’altra risulta un testo con basso contrasto di forma e faticoso da leggere. Invece, le lettere minuscole, essendo di altezze diverse, sono più facili da riconoscere e da leggere.

Ritengo possibile l’uso delle maiuscole per titoli, intestazioni o alcune grandi parole su una diapositiva, ma sconsiglio di usare solo maiuscole in una presentazione.